Da mihi animas, cetera tolle

Stampa
PDF
«Ciò che avete imparato, ricevuto,
ascoltato e veduto in me,
è quello che dovete fare»
(Fil 4,9)
Carissimi Confratelli,

la recente visita del Rettor Maggiore in Ispettoria, prima ad Udine e poi per la Festa dell’Ispettoria «San Marco», è stato un momento di grazia e un invito a riscoprire l’identità carismatica e la passione apostolica alla luce del programma di vita spirituale ed apostolica di don Bosco: «Da mihi animas, cetera tolle».

Il Rettor Maggiore, presentando il Capitolo Generale 26 in occasione della Assemblea dei confratelli, ci ha consegnato «una carta di navigazione verso il giubileo del 2015, all’insegna del Da mihi animas, cetera tolle». Aprendo lo sguardo sull’orizzonte del prossimo sessennio, si profila un vero e proprio tempo di grazia per la Congregazione: nel 2009 celebreremo il 150° anniversario della fondazione della Congregazione; nel 2010 il centenario della morte di don Michele Rua; nel 2015 il bicentenario della nascita di don Bosco.

Il Capitolo Generale è un invito a consegnarsi totalmente a Dio e a impegnarsi a far tornare Don Bosco tra i giovani nella persona di ogni salesiano. Il primo nucleo tematico del CG26, «Ripartire da don Bosco», è la chiave interpretativa e il fondamento degli altri nuclei tematici ed è un chiaro invito a ripartire dal Signore Gesù e da don Bosco, mettendo in gioco il compito faticoso e urgente della propria conversione personale e comunitaria: «abbiamo bisogno di un incontro con il Signore che venga a parlarci al cuore, che ci aiuti a ritrovare le nostre migliori energie, quelle che scaturiscono dal cuore; che venga a ridare gioia ed incanto alla nostra vita, ad aiutarci ad approfondire le nostre motivazioni, a rinforzare le nostre convinzioni, a spronarci ad un cammino nel segno della fedeltà all’alleanza, ordinando la nostra vita personale, comunitaria ed istituzionale secondo i valori del Vangelo e secondo il carisma di don Bosco (Discorso di chiusura del Rettor Maggiore al CG26, p. 7)».

Il Capitolo Generale intende rivolgere la sua attenzione privilegiata al singolo salesiano, con l’intento principale di ravvivare la donazione totale a Dio della propria vita e della propria vocazione e di vivere la medesima passione apostolica di don Bosco per i giovani.

In questo cammino di restituzione a Dio della consacrazione religiosa ricevuta in dono, è interpellata anche ogni Comunità salesiana. In particolare la comunità si assume la responsabilità di ripartire da don Bosco con la medesima urgenza di salvaguardare il primato di Dio e la passione apostolica. In questa prospettiva una comunità evangelizzata è chiamata ad essere evangelizzatrice, la proposta vocazionale rivolta ai giovani trova fondamento nella testimonianza e nella trasparenza vocazionale di ogni confratello della comunità, la semplicità e l’austerità della vita diventano il sigillo di una comunità totalmente dedita a Dio e ai giovani. La condizione per aprirsi con audacia a nuove frontiere di evangelizzazione e alle urgenze delle molteplici povertà che ci interpellano, non può che radicarsi in una riscoperta della stessa passione che ardeva nel cuore di Don Bosco e che lo spingeva a cercare la gloria di Dio e la salvezza delle anime.

Nel Messaggio per l’inizio del CG26, Benedetto XVI ha richiamato il programma di vita spirituale e apostolica di don Bosco: «Il motto “Da mihi animas, cetera tolle”. esprime in sintesi la mistica e l'ascetica del salesiano. Non vi può essere un'ardente mistica senza una robusta ascesi che la sostenga; e viceversa nessuno è disponibile a pagare un prezzo alto ed esigente, se non ha scoperto un tesoro affascinante e inestimabile. In un tempo di frammentazione e di fragilità qual è il nostro, è necessario superare la dispersione dell'attivismo e coltivare l'unità della vita spirituale attraverso l'acquisizione di una profonda mistica e di una solida ascetica. Ciò alimenta l'impegno apostolico ed è garanzia di efficacia pastorale. In questo deve consistere il cammino di santità di ogni Salesiano, su questo deve concentrarsi la formazione delle nuove vocazioni alla vita consacrata salesiana» (Messaggio di Benedetto XVI per l’inizio del CG26, n. 3).

Il richiamo del Papa all’Eucaristia e alla Lectio divina vissute quotidianamente ci presenta il fondamento della vita spirituale di ogni salesiano e delle comunità: L’Eucaristia coinvolge ogni consacrato nella dinamica della donazione di Cristo all’umanità (cf Deus caritas est, 13); la Lectio divina, come impegno fedele di meditazione personale e comunitaria sulla Parola di Dio, è un appello a vivere e testimoniare la parola ascoltata nella propria vita.

Alla radice della passione per Cristo e per l’Umanità che contraddistingue la vita di ogni religioso, il Rettor Maggiore ha sottolineato le priorità principali: La spiritualità, con l’impegno perché la Parola di Dio e l’Eucaristia siano veramente il centro della vita religiosa e della comunità; la comunità, come testimonianza della comunione in un mondo che rifluisce verso forme di individualismo; la missione, da realizzare nelle frontiere missionarie dove ci interpella la povertà e la secolarizzazione.

In questa direzione si orienta il nostro impegno di conversione personale e comunitaria in vista di un profondo rinnovamento della nostra vita e della nostra missione. Lo Spirito Santo ci conduca e ci guidi sulla via di una rinnovata esperienza di Dio, di una passione apostolica sempre più intensa per la salvezza dei giovani, di una testimonianza personale e comunitaria incentrata sui valori evangelici e sull’impegno a vivere una vita semplice e austera come l’ha vissuta don Bosco.



Segnala questa pagina