Una chiesa gremita, tanti giovani, confratelli salesiani, membri della Famiglia Salesiana, familiari e amici: sabato 10 ottobre 2026 il Duomo di Schio ha accolto oltre 600 persone provenienti da tutto il Triveneto per accompagnare Giovanni Maria Andreetta e Marco Domenico Gobbato nel giorno della loro Professione Perpetua tra i Salesiani di Don Bosco.
Una giornata attesa e preparata da tempo, che ha coinvolto non soltanto Giovanni e Marco e le loro famiglie, ma l’intera Ispettoria Salesiana “San Marco” dell’Italia Nord Est. La presenza numerosa di giovani e adulti provenienti dalle diverse opere salesiane ha reso visibile una Famiglia Salesiana realmente in festa attorno a due giovani confratelli che hanno scelto di consegnare definitivamente la propria vita al Signore e alla missione salesiana.
La Santa Messa è stata presieduta da don Silvio Zanchetta, Ispettore dei Salesiani dell’Italia Nord Est, davanti al quale Giovanni e Marco hanno pronunciato la formula della Professione Perpetua. Il libretto della celebrazione sintetizzava con chiarezza il significato del passo compiuto: i due giovani salesiani hanno chiesto di «servire Dio per tutta la vita nella Società Salesiana», portando a pienezza la propria consacrazione battesimale.
Il Vangelo scelto per la celebrazione, tratto da Luca, ha posto al centro le parole esigenti di Gesù: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua». Una Parola che ha accompagnato il “per sempre” di Marco e Giovanni, collocandolo non semplicemente nel momento solenne di una promessa, ma nella concretezza di una sequela che si rinnova ogni giorno.
Durante il rito, Giovanni e Marco hanno manifestato la volontà di offrire definitivamente se stessi a Dio, mettendosi, secondo il carisma di Don Bosco, al servizio dei giovani e in particolare dei più poveri, donando per loro tempo, capacità e vita. Hanno inoltre assunto definitivamente l'impegno di vivere in comunità e di seguire Cristo obbediente, povero e casto, «avendo Maria come Guida e Maestra».
Particolarmente significativo è stato il momento della formula della Professione. Giovanni e Marco si sono offerti totalmente a Dio, impegnandosi a donare le proprie forze a coloro ai quali saranno inviati, «specialmente ai giovani più poveri», pronunciando quindi il voto “per sempre” di vivere obbedienti, poveri e casti secondo le Costituzioni salesiane. Dopo la Professione, don Silvio li ha accolti ufficialmente come confratelli impegnati con voti perpetui tra i Salesiani di Don Bosco, attraverso un abbraccio fraterno segno della comunione di vita.
A rendere ancora più evidente il significato della scelta è stata poi la consegna del crocifisso con l’immagine del Buon Pastore, simbolo della Professione Perpetua. La croce è stata affidata a Giovanni e Marco come memoria del loro impegno pastorale a partecipare al mistero della Pasqua di Cristo per la salvezza dei fratelli.
Il “sì” pronunciato sabato arriva al termine di un lungo cammino di formazione, studio, vita comunitaria, esperienze pastorali e discernimento. Come ricordava già l’articolo di presentazione della Professione Perpetua, non si tratta però semplicemente del punto di arrivo di un percorso, ma dell’inizio di una disponibilità ancora più piena ad essere inviati là dove soprattutto i giovani attendono una presenza educativa e una testimonianza del Vangelo.
Nei giorni precedenti alla Professione, Giovanni e Marco avevano raccontato qualcosa della propria storia e della propria vocazione in una intervista doppia pubblicata su Donboscoland. Marco aveva descritto la Professione Perpetua come la risposta al grande “sì” che Dio pronuncia sulla sua vita, da ricambiare scegliendo ogni giorno di seguire Cristo. Giovanni aveva invece sottolineato la fedeltà di Dio sperimentata lungo il proprio cammino e il desiderio che la sua vita possa diventare dono, in particolare per i giovani.
Due storie differenti, accomunate dall’incontro con Don Bosco e con salesiani capaci di testimoniare una vita felice in mezzo ai ragazzi. Marco, originario proprio di Schio, racconta di aver riconosciuto progressivamente in Don Bosco una figura di padre e di aver maturato il desiderio di diventare a sua volta padre spirituale per i giovani. Giovanni, originario di San Donà di Piave, ricorda invece di essere cresciuto in oratorio osservando salesiani felici della loro vocazione, fino a trovare il coraggio di interrogarsi seriamente sulla chiamata del Signore.
La festa non si è conclusa con la celebrazione. Al termine della Messa, tutti si sono spostati presso l’oratorio salesiano di Schio, dove la giornata è proseguita in un clima di fraternità, allegria e condivisione. È stato un secondo momento, semplice e molto salesiano, per stringersi ancora attorno a Giovanni e Marco, incontrarsi tra giovani, famiglie, confratelli e amici e vivere insieme la gioia di una vocazione che appartiene certamente a chi la pronuncia, ma diventa dono per tutta la comunità.
Il 10 ottobre resterà così una giornata importante per l’Ispettoria Salesiana del Nord Est: il “per sempre” di Giovanni e Marco ricorda a tutti, e in particolare ai tanti giovani presenti a Schio, che ancora oggi è possibile spendere interamente la propria vita per qualcosa di grande. Una scelta che non nasce dalla sicurezza di essere già arrivati, ma dalla fiducia nella fedeltà di Dio e dalla disponibilità a continuare a dire, giorno dopo giorno, il proprio “Eccomi”.