Dal 7 al 22 aprile 2026, l'Università Pontificia Salesiana (UPS) di Roma ospita la seconda edizione del percorso formativo "Accompanying when Trauma Hits" — Accompagnare quando si verifica un trauma — promosso dall'ateneo salesiano in collaborazione con la Fondazione Don Bosco nel Mondo e il Don Bosco Network.
La formazione è condotta da Luca Crivellari, docente dello IUSVE (Istituto Universitario Salesiano Venezia), insieme al suo staff, che portano la propria competenza nel campo dell'accompagnamento psicosociale e della pedagogia salesiana al servizio di educatori provenienti da contesti di grande complessità.
25 partecipanti, 25 storie di frontiera
Il percorso riunisce 25 partecipanti provenienti prevalentemente da Paesi dell'Africa, del Medio Oriente e di alcune aree dell'Asia: Sudan del Sud, Nigeria, Siria, Libano, Tanzania, Zambia, Ucraina e altre realtà dove il trauma non è oggetto di studio teorico, ma esperienza quotidiana. Conflitti armati, instabilità politica, vulnerabilità sociali profonde: questo è il contesto in cui queste persone vivono e lavorano ogni giorno.
Il gruppo è composto in larga parte da educatori già inseriti in ruoli di responsabilità — direttori di opere educative, coordinatori di programmi giovanili, formatori di insegnanti, responsabili pastorali, operatori psicosociali. Alcuni sono religiosi salesiani o membri della Famiglia Salesiana, altri laici fortemente radicati nelle proprie comunità.
Formarsi per formare
Un elemento caratteristico di questa edizione è la vocazione alla moltiplicazione: i partecipanti non sono chiamati solo a ricevere strumenti, ma a diventare a loro volta formatori nei propri contesti. Molti di loro già accompagnano équipe di animatori, catechisti e insegnanti, e vedono in questo percorso un'opportunità per rafforzare e strutturare meglio il proprio servizio.
Il lavoro di Luca Crivellari e del suo team si inserisce in questa prospettiva: trasmettere non solo contenuti, ma un metodo e un approccio che possa essere riproposto e adattato nelle realtà locali, spesso lontane e difficili da raggiungere.
Una comunità interculturale di speranza
Colpisce la ricchezza umana del gruppo: lingue, storie e sensibilità diverse si incontrano in un clima di ascolto reciproco. La formazione diventa essa stessa esperienza di comunione, dove ciascuno non è solo portatore di bisogno, ma anche di risorse e di speranza per gli altri.
In filigrana si intravede qualcosa di molto caro alla tradizione salesiana: una Chiesa che cresce attraverso relazioni, scambio e corresponsabilità. Questi educatori, provenienti da contesti spesso feriti, diventano segno concreto di un'umanità che, pur segnata dal trauma, non smette di cercare e costruire vie di vita nuova.