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06/03/2026

Buona missione don Bobo

C’è un momento nella vita missionaria in cui il cuore si riempie di gratitudine per il cammino fatto e, allo stesso tempo, si apre con fiducia a ciò che ancora deve venire. È con questo spirito che don Roberto – per molti semplicemente “don Bobo” – si prepara a partire nuovamente per la missione ad gentes. Sabato 7 marzo lascerà l’Italia per raggiungere il Mozambico, dopo alcune settimane segnate da attese e difficoltà legate al visto e ad alcuni problemi di salute.

Per don Roberto si tratta di un ritorno alla missione vissuto con serenità e consapevolezza. Nel cuore porta la gratitudine per gli anni trascorsi nell’Ispettoria Salesiana dell’Italia Nord Est, dove si è sempre sentito a casa, accompagnato dall’affetto dei confratelli, degli amici e delle tante persone incontrate nel cammino pastorale.

Negli ultimi anni il suo servizio si è svolto soprattutto a Pordenone, nella comunità del Don Bosco. Un tempo intenso di presenza tra i giovani, gli animatori e le famiglie, segnato da molte relazioni significative e da un impegno educativo vissuto con passione. Un’esperienza che lascia nel cuore molti volti e tante storie condivise, segno di un cammino pastorale che ha cercato di mettere al centro i ragazzi e la vita dell’oratorio.

Ora si apre una nuova tappa. Don Roberto raggiungerà il Mozambico, dove assumerà il servizio di economo ispettoriale. Un incarico importante che richiederà di mettersi a servizio dei confratelli con grande disponibilità e con l’umiltà di chi sa di dover conoscere ancora in profondità una realtà nuova, complessa e ricca di sfide.

Il Mozambico è uno dei Paesi più poveri dell’Africa. In molte città migliaia di bambini e ragazzi vivono per strada, cercando piccoli lavori per sopravvivere ed esposti spesso a violenze e soprusi. Anche la capitale Maputo, grande metropoli affacciata sull’Oceano Indiano, è segnata da forti contrasti sociali, con vaste periferie e quartieri poverissimi che crescono accanto alle zone più sviluppate.

In questo contesto la presenza salesiana è particolarmente preziosa. L’Ispettoria conta otto missioni: quattro nella zona della capitale Maputo, due lungo il litorale dell’Oceano Indiano e due nel centro-nord del Paese, nelle aree più povere al confine con Malawi e Zambia. Proprio in queste zone i salesiani animano anche due grandi scuole elementari che accolgono complessivamente circa tremila bambini.

L’impegno educativo dei salesiani si esprime attraverso molte attività: opere sociali per i minori più vulnerabili, centri di formazione professionale, oratori e parrocchie. Non mancano segni di speranza anche sul piano vocazionale. Sono numerosi i giovani che chiedono di intraprendere il cammino salesiano: attualmente si contano dieci novizi, diciotto postnovizi e quindici tirocinanti, alcuni dei quali stanno vivendo esperienze missionarie anche in altre ispettorie africane, mentre una decina di giovani salesiani è impegnata negli studi teologici.

Accanto a queste speranze, non mancano però situazioni difficili. Nel nord del Paese la presenza cristiana vive momenti di forte tensione a causa di incursioni di gruppi estremisti provenienti dalla Tanzania. In quelle zone operano anche le Figlie di Maria Ausiliatrice con due grandi collegi, realtà educative preziose ma esposte a continui rischi. Proprio per sostenere la vita delle comunità cristiane e la presenza educativa della Chiesa, il vescovo della diocesi di Cabo Delgado chiede con forza ai salesiani di aprire una nuova presenza stabile in quelle regioni.

Le difficoltà sociali restano molto grandi: nel centro-nord del Paese, tra carestie, inondazioni e periodi di siccità, non è raro che intere comunità vivano situazioni di estrema povertà. A questo si aggiunge lo sfruttamento delle risorse naturali – gas, minerali e petrolio – da parte di grandi multinazionali straniere, che spesso non porta benefici reali alla popolazione locale.

È dentro questo contesto complesso ma pieno di vita che don Roberto riprenderà il suo cammino missionario. Lo fa con la serenità di chi si sente accompagnato dall’amore di Dio e sostenuto dalla preghiera di tanti confratelli, amici e familiari.

L’Ispettoria Salesiana del Nord Est lo accompagna con affetto in questa nuova tappa. La sua partenza ricorda a tutti che la missione è nel cuore della vocazione salesiana: portare il Vangelo ai giovani, soprattutto ai più poveri, là dove la vita chiama.

E anche da lontano, come lui stesso ha assicurato, non mancherà la sua preghiera per le comunità e per i giovani della sua Ispettoria “di casa”. Una casa che, come spesso accade nella famiglia salesiana, resta sempre aperta anche quando la missione porta molto lontano.