(ANS – Belluno) – La Valbelluna e la comunità di Riese Pio X hanno recentemente accolto il Cardinale Ernest Simoni, una delle figure più luminose e commoventi della Chiesa contemporanea, testimone vivente della fedeltà a Cristo sotto la persecuzione del regime comunista ateo in Albania.
L’evento è stato promosso dal Comune di Limana, in collaborazione con l’Ateneo San Domenico di Roma, con il Polo Territoriale UniDolomiti di Belluno, Polo territoriale dell’Ateneo San Domenico di Roma, e con la Comunità Salesiana di San Giovanni Bosco. Una sinergia istituzionale, accademica, ecclesiale e comunitaria che ha consentito di offrire al territorio un momento di altissimo valore spirituale, culturale e umano.
Nato in Albania nel 1928, ordinato sacerdote nel 1956, arrestato nella notte di Natale del 1963 e duramente perseguitato dal regime comunista ateo di Albania per il suo ministero, il Cardinale Ernest Simoni è stato creato Cardinale da Papa Francesco nel Concistoro del 19 novembre 2016. Lo stesso Pontefice lo ha definito un “martire vivente”, riconoscendo nella sua persona non soltanto la memoria dolorosa della persecuzione anticristiana in Albania, ma anche la testimonianza luminosa di una fede capace di perdonare i persecutori e di trasformare la sofferenza in annuncio di speranza e di pace.
La visita del 98enne Cardinale Simoni non ha rappresentato tanto un appuntamento istituzionale o pastorale, ma un autentico incontro con una vita interamente segnata dalla croce: la prigionia, i lavori forzati, il silenzio imposto, la persecuzione subita per la fedeltà al ministero sacerdotale e, insieme, un perdono mai smentito, una speranza rimasta intatta e una pace interiore custodita anche nelle prove più estreme.
La visita ha avuto inizio sabato 16 maggio a Limana, presso il Municipio, dove il Cardinale è stato accolto dal Sindaco, dott. Michele Talo, insieme alle autorità e alla comunità locale. Prima dell’intervento del cardinale, ha preso la parola il Cav. Vieri Lascialfari, Segretario del Cardinale, il quale ha ripercorso la vita e la testimonianza del Porporato, proprio perché, per umiltà, egli non ama parlare della sua persona e di ciò che ha terribilmente subito durante gli anni della persecuzione.
In tale occasione si è svolto l’incontro-testimonianza dedicato al tema “La ragione della fede e della spiritualità”. Il Card. Simoni ha consegnato ai presenti non una semplice narrazione biografica, ma una meditazione vivente sul mistero della fede che resiste alla violenza, sulla libertà interiore che nessuna prigione può sopprimere, sul perdono cristiano che vince l’odio, sulla speranza che permane anche quando la storia sembra precipitare nel buio della persecuzione e sulla pace che nasce dall’appartenenza totale a Cristo.
La giornata è poi proseguita nella chiesa salesiana di San Giovanni Bosco a Belluno, dove il porporato albanese ha presieduto la Messa, accolto dal parroco, don Michele Canella. La celebrazione ha costituito un momento di intensa partecipazione ecclesiale, nel quale la comunità si è raccolta attorno alla testimonianza di un sacerdote che ha vissuto il ministero non come semplice funzione, ma come offerta totale di sé a Cristo e alla Chiesa.
Al termine della Messa si è svolto un caloroso momento conviviale con la comunità albanese del territorio, particolarmente significativo per il legame profondo tra la vicenda personale del Cardinale e la storia religiosa e civile dell’Albania, terra segnata nel Novecento da una delle più dure persecuzioni anticristiane d’Europa. Nel volto del Cardinale Simoni la comunità albanese ha potuto riconoscere non soltanto un figlio illustre della propria terra, ma anche un padre nella fede, un testimone della sofferenza redenta e un segno di riconciliazione per tutti coloro che custodiscono la memoria delle prove attraversate dal popolo albanese sotto il totalitarismo ateo.
Domenica 17 maggio, alle ore 10:30, il Card. Simoni ha presieduto la Messa presso la chiesa parrocchiale di Santa Giustina a Limana, accolto dal parroco, don Mario Doriguzzi, e successivamente si è recato anche al Santuario di Maria Immacolata Nostra Signora di Lourdes – Nevegal, luogo di preghiera e raccoglimento. La sua presenza ha assunto il significato di un pellegrinaggio della memoria e della gratitudine: la fede custodita nelle prigioni e nelle sofferenze è divenuta, ancora una volta, annuncio di pace, richiamo alla conversione del cuore e invito a non dimenticare i cristiani perseguitati nel mondo.
Nel pomeriggio la visita è proseguita a Riese Pio X, terra natale di San Pio X, dove il Cardinale è stato accolto dal Sindaco, Ombretta Basso, dal parroco della parrocchia di San Matteo Apostolo ed Evangelista, mons. Giorgio Piva, e dalla comunità locale. La tappa riesina ha assunto un valore spirituale particolarmente intenso: l’incontro tra la memoria di Papa Sarto, pastore umile e fermo nella difesa della fede, e la testimonianza del Cardinale Simoni, sacerdote perseguitato, ma mai piegato, ha restituito il senso profondo della continuità della Chiesa nella fedeltà a Cristo.
Il presule ha visitato la Casa natale di San Pio X, la chiesa parrocchiale di San Matteo Apostolo ed Evangelista e i luoghi legati alla memoria del Pontefice riesino. C’è stato anche un fuori programma, chiesto dal parroco e accolto con grande gioia dal Cardinale, che, non sottraendosi alle fatiche di due giorni intensi di zelante apostolato, ha incontrato i bambini della Scuola dell’Infanzia “San Pio X”. In questo incontro, la testimonianza del Cardinale Simoni ha trovato una delle sue immagini più belle: un uomo che ha attraversato il buio della persecuzione ha consegnato alle nuove generazioni non il peso del dolore, ma la luce della fede, della libertà interiore, del perdono, della speranza e della pace.
“La presenza del Cardinale Simoni, ‘martire vivente’ secondo la significativa espressione di Papa Francesco, ha consegnato alle comunità incontrate un messaggio di straordinaria attualità: nessuna ideologia, nessuna prigione, nessuna violenza può spegnere la libertà interiore di chi rimane radicato in Cristo” ha commentato a conclusione del viaggio il salesiano don Canella.