CHISINAU, Moldavia – Cinque settimane intense, ricche di gioia, stereotipie, sorprese e piccoli progressi: dal 15 giugno al 17 luglio, la casa salesiana di Chişinău ha spalancato le sue porte per la seconda edizione del centro estivo diurno dedicato a bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico.
In totale, 10 ragazzi dagli 8 ai 18 anni hanno vissuto un’esperienza estiva speciale, in alcuni momenti integrandosi ed in altri affiancandosi ai 120 ragazzi e ragazze (dai 7 ai 14 anni) che, come da tradizione, scorrazzavano per il cortile dell’oratorio. A rendere viva e dinamica questa estate è stato un affiatato gruppo di 30 animatori locali, affiancati da alcuni giovani volontari giunti dal centro salesiano di Bacău (Romania), a testimonianza di una fraternità salesiana che travalica i confini.
L’iniziativa non è un evento isolato ma si inserisce all’interno di un cammino di inclusione avviato già da due anni, che vede diversi ragazzi autistici frequentare quotidianamente il doposcuola salesiano a Chişinău.
L’autismo, nuova frontiera della missione salesiana
Negli ultimi anni stiamo assistendo a un aumento costante delle diagnosi di autismo: una realtà che ci interpella da vicino, visto che sempre più famiglie con figli autistici stanno bussando alle nostre porte.
Riconoscere anche i ragazzi con autismo come destinatari privilegiati della missione salesiana oggi non significa trasformare le nostre case in centri terapeutici ma mettere in campo, ancora una volta, la forza del carisma salesiano: un ambiente familiare, la presenza educativa, il gioco e la relazione. Molti di questi ragazzi, grazie alla semplicità e al calore della vita oratoriana, possono trovare un clima favorevole alla loro crescita. Allo stesso tempo, la loro presenza diventa un dono prezioso per tutti gli altri giovani, stimolandoli a sviluppare empatia, accoglienza e sensibilità.
"Finalmente una mamma può rinascere": la gratitudine delle famiglie
L’impatto di questa esperienza ha toccato profondamente anche le famiglie, spesso lasciate sole ad affrontare il carico educativo e assistenziale quotidiano.
Significativo e commovente è stato il momento della merenda condivisa dell’ultimo giorno del centro estivo, alla quale sono stati invitati tutti i genitori. Tra le tante testimonianze di gratitudine, le parole di una mamma hanno espresso appieno il senso dell’opera salesiana: «È stata la prima volta che, dopo aver portato mio figlio qui al mattino, sono tornata a casa con la tranquillità nel cuore. Sapevo che era al sicuro, in buone mani, in un posto che gli piaceva davvero. Per la prima volta ho avuto del tempo per me e mi sono sentita rinascere come donna».