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25/04/2026

Festa ispettoriale 2026

Il 25 aprile 2026 l’Ispettoria Salesiana “San Marco” del Nord Est ha vissuto a Palmanova un momento significativo di comunione e fraternità, in occasione della tradizionale festa ispettoriale, che ha preceduto e accompagnato la celebrazione dell’ordinazione sacerdotale di don Antonino.

L’incontro si è svolto presso il teatro di Palmanova, dove circa 130 confratelli si sono ritrovati seguendo il programma previsto, in un clima semplice e familiare, nello stile che da sempre caratterizza la vita salesiana. La mattinata si è aperta con un tempo di preghiera comunitaria, mettendo al centro l’ascolto della Parola e l’invocazione dello Spirito Santo, per vivere questo appuntamento non solo come evento organizzativo, ma come autentico momento spirituale condiviso .

Particolarmente significativo è stato il momento del saluto dell’Ispettore, don Silvio Zanchetta, che ha saputo raccogliere e interpretare il senso profondo dell’incontro. Nel suo intervento ha innanzitutto rivolto un pensiero grato ai confratelli presenti, riconoscendo il valore della presenza di ciascuno come segno concreto di appartenenza e di corresponsabilità nella missione. Non è mancato un passaggio di memoria riconoscente verso i confratelli che nel corso dell’ultimo anno sono stati chiamati alla casa del Padre. Un ricordo vissuto con sobrietà, ma carico di significato, perché inserito dentro quella tradizione salesiana che custodisce la memoria come parte viva della comunità.

Al centro del suo saluto, don Silvio ha voluto richiamare con forza un elemento essenziale per la vita delle nostre comunità: l’amicizia tra confratelli. Non si tratta di un aspetto secondario, ma di una leva decisiva per la qualità della vita fraterna e per la credibilità della missione educativa. In questo senso, è stata particolarmente evocativa la figura di don Eugenio Riva, già ispettore, ricordato non solo per il suo servizio, ma anche per la sua capacità di vivere relazioni autentiche, in modo particolare nella sua amicizia con don Francesco Cereda. Proprio richiamando il suo insegnamento, è stato sottolineato come la comunione fraterna non sia un dato scontato, ma un cammino da coltivare ogni giorno, attraverso la carità reciproca, la condivisione della missione e la fedeltà ai consigli evangelici, elementi che – come ricordato anche nelle sue lettere – costituiscono il fondamento dell’unità ispettoriale .

All’interno della mattinata ha trovato spazio anche la presentazione dell’opera della Viarte di Santa Maria la Longa, a cura di don Stefano Pegorin, che ha offerto ai presenti uno sguardo ampio e concreto su una realtà educativa che nel tempo si è strutturata come risposta significativa ai bisogni dei giovani più fragili.

La Viarte nasce nel 1983 come esperienza di accoglienza rivolta a giovani segnati da situazioni di tossicodipendenza e marginalità, sviluppandosi inizialmente in un contesto semplice e fortemente comunitario. Negli anni, l’opera ha progressivamente consolidato la propria proposta educativa, introducendo percorsi strutturati, laboratori e attività capaci di accompagnare i giovani in un cammino di crescita personale e di reinserimento sociale .

Con il passare del tempo, la missione si è evoluta, passando da comunità terapeutica a realtà educativa sempre più centrata sui minori e sui loro percorsi di sviluppo. Oggi la Viarte si configura come una comunità articolata, capace di accogliere minori e giovani adulti in situazioni di vulnerabilità, offrendo ambienti residenziali, spazi diurni, laboratori e percorsi personalizzati .

Tra gli elementi qualificanti messi in evidenza nella presentazione vi è proprio l’attenzione alla persona nella sua globalità: l’accoglienza, la vita comunitaria, il lavoro educativo quotidiano, la dimensione formativa e l’accompagnamento verso l’autonomia. La Viarte, infatti, propone attività che spaziano dalla formazione scolastica e professionale ai laboratori pratici, fino alle opportunità di inserimento lavorativo, sempre con uno sguardo attento alla dignità e al futuro dei giovani accolti.

Un ulteriore passaggio significativo riguarda l’evoluzione giuridica e organizzativa dell’opera, che si avvia a diventare Fondazione Impresa Sociale, segno di una volontà di consolidare e rilanciare la propria presenza sul territorio, rafforzando la rete educativa e sociale costruita negli anni .

La presentazione ha permesso così ai confratelli di rileggere un’esperienza che, nella fedeltà al carisma salesiano, continua a incarnare una risposta concreta ai bisogni dei giovani più poveri, mantenendo vivo lo stile di Don Bosco fatto di accoglienza, fiducia e accompagnamento.

La mattinata è poi proseguita con il ricordo dei giubilei di professione e ordinazione, segni concreti di una fedeltà che attraversa gli anni e continua a sostenere la vita dell’Ispettoria, per culminare nella partecipazione alla celebrazione eucaristica di ordinazione sacerdotale di don Antonino, momento centrale dell’intera giornata .

In questo modo, la festa ispettoriale si è confermata ancora una volta come uno spazio prezioso per rafforzare i legami, custodire la memoria e rilanciare con rinnovata consapevolezza la missione condivisa al servizio dei giovani.