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03/06/2026

Festival MGS e Veglia

Nel pomeriggio del 2 giugno si è svolto a Mestre il Festival MGS 2026, appuntamento del Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto che ha raccolto quasi 600 giovani provenienti dalle diverse realtà salesiane del territorio. Il tema scelto, “Noi ci stiamo”, ha accompagnato una giornata pensata come tempo di incontro, festa, spiritualità e testimonianza.

Il meteo non ha permesso di vivere pienamente tutte le attività previste all’aperto. La pioggia ha costretto a sospendere i tornei previsti e a riorganizzare parte del programma negli spazi al coperto, in particolare sotto i porticati e in palestra. Tuttavia, l’imprevisto non ha tolto forza all’esperienza. Al contrario, ha permesso ai giovani di vivere un tempo di maggiore condivisione, mostrando ancora una volta la capacità tipica dello stile salesiano di trasformare anche le difficoltà in occasione educativa.

La giornata si è aperta con l’accoglienza dei partecipanti, il check-in e la consegna dei gadget. L’animazione dal palco ha dato fin da subito ritmo e colore al pomeriggio coinvolgendo i ragazzi in un clima di festa e appartenenza.

Negli spazi disponibili sono state predisposte diverse aree tematiche. Gli stand delle realtà hanno permesso ai giovani di conoscere più da vicino esperienze significative del mondo salesiano e associativo, tra cui Missionari, Vides, MAU, Salesiani Cooperatori, TGS e Nuovi Orizzonti. Accanto agli stand, non sono mancati gli spazi dedicati alla spiritualità e alla sosta personale, con l’adorazione eucaristica nel tendone e la possibilità delle confessioni sotto il porticato interno.

Anche il gioco e lo sport hanno mantenuto il loro posto nel programma, nonostante le modifiche rese necessarie dal maltempo. Accanto ai tornei inizialmente previsti, come volley, basket, pallaguerra e roverino, i giovani hanno potuto vivere momenti di incontro e animazione negli spazi coperti. L’area food, con punti di ristoro e gelato, e le bancarelle dei gadget hanno contribuito a rendere il pomeriggio un’occasione semplice e concreta di fraternità.

Uno degli elementi centrali del Festival è stato il tempo dedicato ai talk, pensati per offrire ai giovani spunti di riflessione su alcune dimensioni importanti della vita cristiana, personale e sociale. Don Fabio Maistro ha portato una testimonianza sulla dimensione missionaria, aiutando i presenti a comprendere il significato di “essere missione” nel mondo di oggi. Anna, di Nuovi Orizzonti, ha condiviso l’esperienza della propria realtà e il lavoro svolto accanto ai giovani. Sonia Marcon, psicologa e docente, ha approfondito il tema della “grammatica dei sentimenti”, offrendo alcune chiavi di lettura per vivere in modo più consapevole le relazioni. Don Marco Cescut ha invece guidato una riflessione sul discernimento tra il bene e il male nella vita quotidiana, richiamando l’importanza di imparare a scegliere con libertà e responsabilità.

Nel tardo pomeriggio la musica ha riportato il palco principale al centro della giornata. Diversi giovani artisti locali e del MGS, tra cui Zippora Tomelleri, Francesco Marino e Francesco Brollo, giovani cresciuti negli ambienti salesiani, hanno animato la serata con musica live, offrendo un ulteriore spazio di espressione giovanile e di festa condivisa.

La conclusione del Festival è stata affidata alla Veglia di preghiera per le vocazioni dal titolo “Fare Centro”. È stato un momento di silenzio, ascolto e preghiera, pensato non soltanto come chiusura dell’evento, ma come vero mandato per l’estate ormai alle porte, in modo particolare è stata significativa la consegna dei crocifissi missionari ai 51 giovnai che questa estate partiranno per il Madagascar, il Perù, l'Egitto, la Moldavia e il Brasile. Dopo una giornata segnata da festa, incontri, testimonianze e riorganizzazione creativa degli spazi, i giovani sono stati invitati a rimettere al centro la propria vita e il proprio servizio.

Il Festival MGS 2026 ha mostrato ancora una volta la vitalità del Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto. Anche sotto la pioggia, i giovani hanno saputo dire con la loro presenza e la loro partecipazione: “Noi ci stiamo”. Ci stanno nel servizio, nella fede, nella vita fraterna e nella responsabilità di portare nei propri oratori e nelle proprie realtà locali uno stile educativo capace di generare bene.