Dal 25 al 27 febbraio, presso l’Oasi della Pace della comunità francescana di Camposampiero, si sono vissuti tre giorni intensi di formazione generale per tutti i volontari del Servizio Civile delle opere salesiane del Triveneto. Un tempo prezioso, pensato non solo come tappa formativa obbligatoria, ma come vero e proprio momento di crescita umana, spirituale e carismatica condivisa.
I volontari, provenienti dalle diverse case della nostra Ispettoria, hanno avuto modo di incontrarsi, conoscersi e riconoscersi parte di una stessa missione educativa. La proposta formativa ha messo al centro il Sistema Preventivo di don Bosco, approfondito attraverso stand tematici, lavori di gruppo e dinamiche partecipative che hanno aiutato i ragazzi a entrare in maniera concreta nei tre pilastri della nostra tradizione educativa: ragione, religione e amorevolezza .
La metodologia è stata fortemente laboratoriale. I volontari hanno lavorato a piccoli gruppi con la modalità del World Café, confrontandosi su parole chiave e significati legati ai tre ambiti fondamentali dell’educazione salesiana . Non una formazione frontale, dunque, ma un percorso dinamico, dove ciascuno è stato chiamato a mettersi in gioco, a riflettere e a condividere la propria esperienza.
Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’amorevolezza, declinata come cura e tutela dei minori a cura di don Paolo Pontoni, aiutando i volontari a comprendere come il proprio agire educativo debba sempre muoversi dentro un quadro chiaro di responsabilità e attenzione, nel rispetto delle linee di tutela. Un passaggio fondamentale, che ha offerto strumenti concreti per vivere il servizio con consapevolezza e professionalità.
La seconda giornata, con l'intervento di suor Paola Vendrame, ha approfondito la dimensione della religione, con uno sguardo alla spiritualità del volontario e alla spiritualità giovanile salesiana. Non un’aggiunta opzionale, ma il cuore che sostiene l’impegno educativo quotidiano. Accanto a questo, un lavoro specifico sul tema della pace, grazie all'apporto di Luca Crivellari, docente IUSVE, attraverso racconti e laboratori, ha aiutato i ragazzi a interrogarsi su ciò che “abita” il proprio cuore, per diventare educatori capaci di trasmettere serenità e stabilità anche nei contesti più complessi .
L’ultima giornata, guidata dall'educatore sociale Francesco Caccin, è stata dedicata alla ragione, con un taglio fortemente operativo: lavoro in équipe, gestione dei conflitti, collaborazione educativa. Attraverso ulteriori laboratori, i volontari hanno potuto tradurre in scelte concrete i principi del Sistema Preventivo, applicandoli alla quotidianità del servizio .
Non sono mancati i momenti di preghiera, la celebrazione eucaristica, i tempi informali di condivisione, il lavoro comunitario nella preparazione dei pasti e le serate insieme. Tutto ha contribuito a creare un clima familiare, semplice e autentico, nello stile che don Bosco ci ha consegnato.
Questi tre giorni hanno rappresentato un investimento strategico sulla qualità del servizio che i nostri volontari offrono ogni giorno nelle scuole, nei CFP, negli oratori e nelle opere sociali del territorio. Formare bene significa accompagnare bene. E accompagnare bene significa garantire ai giovani che incontriamo una presenza educativa solida, competente e capace di cuore.
Un’esperienza che rafforza il senso di appartenenza e rilancia con entusiasmo il cammino del Servizio Civile nelle nostre case salesiane del Triveneto.