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13/04/2026

Giovani e lavoro

Italia – Giovani e Lavoro: presentati i dati della ricerca di IUSVE e “Veneto Lavoro”
13 Aprile 2026

(ANS – Venezia) – Come vivono, oggi, i giovani il passaggio dalla scuola al lavoro? È questa la domanda che ha rappresentato il punto di partenza dell’indagine promossa dall’Osservatorio regionale “Mercato del Lavoro” di Veneto Lavoro e realizzata dall’Osservatorio IUSVE “Giovani e Lavoro”, presentata il 10 aprile 2026 a Mestre durante il convegno “Giovani e lavoro: scelte individuali o risultato di squadra?”.

Ciò che ne è emerge è un quadro articolato, che mette in luce come la transizione risulti un periodo delicato anche sotto l’aspetto emotivo e come il lavoro di squadra tra famiglie, scuole, imprese, servizi pubblici e istituzioni, possa rappresentare la strada giusta per accompagnare e sostenere i giovani in questo percorso.

Il convegno ha approfondito il tema delle transizioni al lavoro dei giovani adulti, a partire dai dati di un’indagine condotta tra i 18-34enni veneti realizzata dall’Osservatorio IUSVE “Giovani e futuro”. La ricerca ha coinvolto un campione rappresentativo di oltre 900 giovani adulti, tra manager, HR, tutori, insegnanti e studenti, che tramite interviste hanno fornito utili indicazioni sugli aspetti soggettivi della transizione; oltre a trenta testimoni privilegiati che hanno fornito utili indicazioni di quadro mediante interviste discorsive. I dati evidenziano per un verso la maturazione di una proattività ormai più che consolidata da parte dei giovani nel mondo del lavoro, ma anche limiti di campo ben evidenziati dagli intervistati, come la questione salariale e le prospettive di crescita professionale.

I dati

Nel merito dei dati presentati durante il convegno, sono molte le evidenze interessanti: se ci si trovasse in un posto di lavoro che non fa stare bene, ad esempio, quasi un intervistato su due (47,5%) “cercherebbe attivamente un altro lavoro, anche a costo di un periodo di instabilità”. La “consapevolezza delle proprie capacità” (28,4% di risposte) e le “competenze specifiche” (26,8%) vengono poi indicate dai giovani adulti veneti come le due aree di miglioramento prioritario per sé. Nel contempo, questi riscontri non si traducono in un approccio necessariamente individualista sul posto di lavoro: le due principali caratteristiche che dovrebbe avere la relazione tra colleghi, infatti, sono la “collaborazione e l’aiuto reciproco” (67,5%) e la “comunicazione aperta e onesta (62,1%); quasi un rispondente su tre cita anche il “rispetto per le idee di tutti” (28,4%), mentre la “competizione che spinge a migliorare” e il “forte orientamento all’obiettivo” non superano (insieme) il 10,0% delle citazioni complessive. A un giovane alla prima esperienza lavorativa, il 63,9% degli intervistati consiglierebbe di “cercare un dialogo costruttivo, accettando in ogni caso la decisione finale del collega più anziano o del superiore”.

La questione salariale al vertice delle preoccupazioni

Sono forti le preoccupazioni per la questione salariale, che si trova al vertice (con il 65,0% di risposte) dei due principali problemi citati dagli intervistati.

In termini coerenti, l’idea di lavoro ideale transita certamente per un “lavoro piacevole, interessante” (40,3%) e per la “possibilità di fare carriera” (37,5%), ma ancora di più per la “continuità dell’attività professionale/stabilità del posto” (51,1%) e soprattutto per l’importanza di “reddito/buon guadagno” (68,9%). Un paniere di questioni – quello discusso nell’ambito del convegno e approfondito dall’indagine – che sarà certamente sfidante per le politiche da intraprendere nei prossimi anni al fine di intervenire efficacemente nei confronti delle debolezze che ancora affliggono le transizioni al lavoro dei giovani adulti veneti; con ricadute dirette sulla loro condizione specifica, ma anche sul contesto sociale più ampio.

La Metodologia

L’indagine ha avuto come popolazione di riferimento i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni residenti in Veneto. Tutte le interviste sono state svolte in modalità CAWI (Computer Assisted Web Interviewing). La raccolta dati principale è stata effettuata tramite panel online commerciale. In aggiunta, è stata condotta una rilevazione tramite campionamento social, utilizzando ads mirati su Facebook. Il campione è stato controllato ex ante per genere, per fascia d’età e per area geografica, e successivamente ponderato ex post in base al titolo di studio. La rilevazione è stata condotta nel mese di ottobre 2025 da Demetra Opinioni.net, con la supervisione di Alice Cappello. I dati sono stati elaborati da Beatrice Bartoli, con la collaborazione di Davide Girardi.

Le Dichiarazioni

Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Lavoro Regione Veneto ha affermato che “La ricerca che viene presentata oggi ha un merito particolare: integra l’analisi dei dati sul mercato del lavoro con l’ascolto diretto dei giovani, raccogliendone le voci ed esplorando le emozioni e le aspettative che accompagnano il passaggio dalla scuola al lavoro. Come Regione siamo convinti che accompagnare i giovani in questa fase sia un compito fondamentale perché i giovani sono una risorsa, sono il nostro presente e il nostro futuro”.

Da parte sua, Davide Girardi, Ricercatore Osservatorio IUSVE “Giovani e Futuro” ha evidenziato che: “La parola chiave che emerge dall’analisi dei dati e dalle testimonianze è riconoscimento, che non è soltanto un aspetto economico, ma riguarda anche la capacità dei contesti di lavoro di attribuire ai giovani il ruolo adeguato. La costruzione di un percorso solido verso l’età adulta porta dei benefici più ampi a tutto il contesto sociale e non solamente ai giovani lavoratori”.

Infine, Tiziano Barone, Direttore di Veneto Lavoro, ha sottolineato che: “Oggi i giovani che entrano nel mercato del lavoro devono confrontarsi con dinamiche complesse. La nostra priorità deve essere quella di incentrare le politiche sul tema dell’accompagnamento, specialmente in queste delicate fasi di transizione dalla scuola al lavoro. Non si tratta solo di far incontrare domanda e offerta, ma di attivare le persone, in un processo che implica la libertà della persona di mettersi in moto e scommettere sul proprio futuro, e la libertà dell’operatore di creare le condizioni affinché questo avvenga”.