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02/03/2026

Incontro ispettori d'Europa


(ANS – Torino) – Si è svolto nel fine-settimana appena concluso (27 febbraio – 1° marzo 2026) a Torino-Valdocco il IX Incontro degli Ispettori salesiani d’Europa. Oltre 50 partecipanti, tra cui don Silvio Zanchetta, nostro ispettore, si sono radunati presso la Casa Madre salesiana per raccogliere le indicazioni fondamentali inerenti alla rinnovata Ratio Fundamentalis per la Formazione salesiana e per discernere insieme i percorsi migliori per accompagnare le vocazioni e il futuro della presenza salesiana nel Vecchio Continente.

Il ricco parterre di partecipanti

All’incontro hanno preso parte 29 Superiori insediati di altrettante Ispettorie: 13 della Regione Mediterranea e 16 della Regione Europa Centro e Nord. Ad essi si sono aggiunti anche 4 Ispettori nominati in attesa di insediamento (di Spagna-San Giacomo Maggiore, della Slovacchia, della Cechia e di Polonia-Piła), oltre al Delegato Ispettoriale per la Bielorussia in seno all’Ispettoria di Polonia-Varsavia (PLE).

Significativa poi, è stata, la partecipazione di una dozzina circa di altre personalità salesiane, intervenute per presentare o approfondire altri aspetti significativi nei dibattiti; senza dimenticare la presenza massiccia di membri del Consiglio Generale della Congregazione, partendo dal Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, e proseguendo con il suo Vicario, don Stefano Martoglio; il Consigliere Generale per la Formazione, don Silvio Roggia; il Consigliere Generale per le Missioni, don Jorge Mario Crisafulli; l’Economo Generale, don Gabriel Stawowy; e i Consiglieri delle due Regioni d’Europa, don Juan Carlos Pérez Godoy, per la Mediterranea; e don Roman Jachimowicz, per l’Europa Centro e Nord.

L’apertura dei lavori

Nel suo saluto introduttivo agli Ispettori, il Rettor Maggiore ha offerto un ampio discorso che si è riallacciato alle novità peculiari del Capitolo Generale 29° (CG29), celebratosi proprio a Valdocco un anno fa. In quell’occasione il tema del CG esortava i salesiani ad essere appassionati di Dio e dedicati ai giovani, due termini ancora attuali e tutti da vivere per i Salesiani d’Europa.

In quanto “appassionati”, i Salesiani “non accettano di essere fermi. Piuttosto vogliamo essere persone che con grande libertà vivono un cammino di crescita umana, spirituale e carismatica, convinti che il nostro esempio e la nostra testimonianza siano il dono più significativo e anche il più ricercato che possiamo offrire”.

E per vivere realmente “dedicati” ai giovani, i Figli di Don Bosco sono chiamati a portare avanti la loro missione come comunità ampia e integrata, “uomini e donne, giovani e adulti, laici e sacerdoti”, rinnovando quella luce che brillò a Valdocco nel XIX secolo e che già Don Juan Edmundo Vecchi seppe riconoscere come fucina di “una nuova cultura, non in senso accademico, ma nella direzione di nuovi rapporti interni tra giovani ed educatori, tra laici e sacerdoti, tra artigiani e studenti – un rapporto che rifluiva sul contesto del quartiere e della città”.

Successivamente il Rettor Maggiore ha citato tre diversi recenti interventi di personalità pubbliche, tutti del 2026, provenienti dal Primo Ministro del Canada, Mark Carney; da Mario Draghi, già Presidente della Banca Centrale Europea; e da Papa Leone XIV. Con le loro parole Don Attard ha illuminato la profondità del cambiamento in atto nella società attuale: un cambiamento che si configura come “una rottura, non come transizione” (Carney), e “un passaggio da questo ordine a quello che verrà dopo che non sarà facile per l’Europa” (Draghi); ma, soprattutto, ha messo in luce le conseguenza di questa trasformazione, dove si sta “verificando un vero e proprio ‘corto circuito’ dei diritti umani” e dove “sembra esistere solo la città terrena racchiusa esclusivamente all’interno dei suoi confini” perché “il nostro tempo sembra piuttosto incline a negare ‘diritto di cittadinanza’ alla città di Dio” (Papa Leone XIV).

In questo scenario l’XI Successore di Don Bosco ha perciò esortato gli Ispettori d’Europa ad IMPEGNARSI attraverso riflessione, studio, ascolto e condivisione per rinnovare la dimensione profetica della presenza salesiana, senza limitarsi a ripetere il già noto; a CONNETTERSI con i giovani di oggi, vivendo il sacramento salesiano della presenza con una testimonianza continua e coerente; e a COMUNICARE, con parole e soprattutto opere e stile di vita, la gioia del Vangelo.

“La Congregazione Salesiana dei prossimi decenni la costruiamo noi, insieme, e in momenti come questi, con cuori aperti allo Spirito, con orecchi attenti alla ricerca dei giovani”, ha infine concluso il Rettor Maggiore.

Il programma della Prima Giornata

A seguito dell’intervento del Rettor Maggiore, i lavori sono proseguiti con la presentazione della nuova Ratio, a cura di don Silvio Roggia, Consigliere Generale per la Formazione, e di don Guido Errico, suo collaboratore nel Settore, che hanno offerto un approfondimento su alcuni elementi di particolare rilevanza per la vita e la missione nel contesto europeo.

Dopo il dialogo e la condivisione in assemblea, la prima giornata di lavori si è completata con l’Eucaristia presieduta da Don Attard.

Il commento di don Roman Jachimowicz

A margine della prima giornata di lavori, il Consigliere per la Regione Europa Centro e Nord, don Roman Jachimowicz, ha commentato: “Ci siamo riuniti qui a Valdocco da tutta Europa perché siamo convinti che in questo cambiamento d’epoca che stiamo sperimentando il carisma salesiano ha ancora tanto da dire e da dare. Le sfide sono molte, ma perché il nostro carisma resti rilevante dobbiamo saper offrire risposte nuove per i tempi nuovi. Con Don Bosco e Maria Ausiliatrice, sotto la guida del nostro Rettor Maggiore, guardiamo avanti con fiducia, sempre più appassionati di Gesù Cristo e dedicati ai nostri giovani di oggi”.