Domenica 18 gennaio, a Padova, presso l’Istituto Don Bosco delle Figlie Maria Ausiliatrice, si sono incontrati circa 150 ragazzi di terza media del Movimento Giovanile Salesiano provenienti da diverse realtà del Triveneto: Mogliano Veneto, Lendinara, Percoto, Valle dell’Agno, Trieste, San Floriano, Salvatronda, Bolzano, Castello di Godego, Mezzano, Pordenone, Portoviro, Trento e Verona Don Bosco. Un mosaico ricco e variegato che racconta la vitalità del Movimento Giovanile Salesiano sul territorio. Una giornata intensa e ben costruita, pensata per parlare ai ragazzi di ciò che conta davvero: il desiderio di una vita piena, non superficiale né vissuta a metà.
Il cuore della proposta formativa è stato introdotto da un innesco iniziale dinamico e coinvolgente. Attraverso un gioco in palestra, apparentemente leggero, i ragazzi sono stati messi davanti alla fatica, alla noia, alla frustrazione e al rischio di “svuotarsi”. Da lì, una breve scenetta ispirata all’incontro tra Giovanni Bosco e don Calosso ha aperto una domanda profonda: dove si trova la sorgente di una vita che non si disperde, ma fiorisce? Il messaggio è stato chiaro e diretto: la vita non si riempie da fuori, ma cresce da dentro, quando si impara a coltivare una relazione vera con Dio.
Da questo lancio sono nati i tre stand, vissuti in forma laboratoriale, come tre consigli concreti per imparare a vivere in pienezza. Il primo stand, ha aiutato i ragazzi a riscoprire la confidenza nella preghiera. Attraverso gesti semplici e simbolici, è emersa l’idea di un Dio che non è giudice severo, ma amico, Padre che ascolta e accoglie, con cui parlare senza filtri, come si fa con chi ci vuole bene. Unon stand che ha portato i ragazzi a vivere il sacramento della Riconciliazione.
Nel secondo stand il tema è stato quello dell’“amico dell’anima”. Un’attività dinamica ha mostrato quanto sia difficile orientarsi da soli e quanto, invece, una guida possa aiutare a leggere le situazioni della vita, soprattutto nei momenti di confusione, paura o fatica. Camminare con qualcuno non significa delegare, ma lasciarsi accompagnare.
Il terzo stand, curato da suor Marcella, ha proposto un’esperienza più raccolta e simbolica sulla “tenda interiore”. In un ambiente preparato con attenzione, i ragazzi sono stati guidati al silenzio e all’ascolto di sé, per scoprire che dentro ciascuno c’è un luogo profondo dove abita Dio. La preghiera è entrare in quella tenda, dare spazio a ciò che abita il cuore, lasciare che la vita prenda profumo.
Il pomeriggio è proseguito con giochi a stand e la celebrazione della Messa, a suggellare una giornata che ha saputo unire dinamismo, profondità e cura educativa. Un investimento prezioso, fatto con stile salesiano, per accompagnare i ragazzi in un momento delicato della crescita, aiutandoli a scoprire che la vera pienezza nasce da una relazione quotidiana con Gesù, nelle cose semplici e concrete della vita.