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18/07/2026

Oltre le sbarre: una settimana di animazione all’IPM di Rovigo

Dal 13 al 17 luglio un gruppo di giovani animatori del Movimento Giovanile Salesiano ha vissuto un’esperienza intensa di servizio e di vita comunitaria presso l’Istituto Penitenziario Minorile di Rovigo. Una settimana particolare, nella quale alcune delle attività tipiche dell’estate ragazzi salesiana sono entrate all’interno del carcere minorile, creando occasioni di gioco, dialogo, creatività e incontro.

La giornata di lunedì è stata dedicata interamente alla preparazione degli animatori. Entrare in un Istituto Penitenziario Minorile richiede, infatti, consapevolezza e attenzione: non basta organizzare delle attività, ma occorre imparare a stare accanto ai ragazzi custodendo la loro storia e rispettando le dinamiche proprie di un ambiente complesso. La formazione ha permesso di approfondire soprattutto le attenzioni pedagogiche, umane e relazionali necessarie per incontrare i giovani detenuti senza pregiudizi, con discrezione, disponibilità all’ascolto e capacità di costruire relazioni autentiche.

Da martedì a venerdì gli animatori sono entrati quotidianamente nell’istituto, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Le mattinate sono state dedicate soprattutto al gioco: partite con il pallone, giochi con le carte, attività a stand e piccoli tornei. Gesti semplici, simili a quelli che animano ogni estate gli oratori salesiani, ma che all’interno dell’IPM hanno assunto un significato particolare, offrendo ai ragazzi la possibilità di vivere alcune ore di serenità, leggerezza e normalità.

Nel pomeriggio sono stati proposti diversi laboratori. Attraverso il laboratorio dedicato alle parole e alla poesia, i ragazzi sono stati invitati a esprimere pensieri, emozioni e desideri mediante la scrittura. Il laboratorio di cucina li ha coinvolti nella preparazione di un dolce, mentre quello artistico è stato dedicato alla pittura su maglietta. Al termine dell’attività, le magliette sono state firmate dai partecipanti, diventando un piccolo segno concreto dell’esperienza vissuta insieme.

Accanto alle attività all’interno dell’istituto, ogni giornata ha previsto anche momenti di formazione e di confronto con alcune realtà del territorio. Gli animatori hanno incontrato i giovani che gestiscono Casa GP2, la struttura nella quale il gruppo è stato ospitato durante la settimana. La casa accoglie nel corso dell’anno gruppi provenienti dalle parrocchie e, in modo particolare, classi scolastiche che desiderano vivere alcuni giorni di esperienza comunitaria, approfondendo le relazioni e la conoscenza reciproca.

Significativo è stato anche l’incontro con i volontari che operano all’interno dell’IPM di Rovigo. Attraverso la loro testimonianza è stato possibile conoscere le attività che vengono portate avanti con i ragazzi detenuti e il lavoro svolto per aiutare la città a comprendere il valore civile, educativo e sociale della presenza dell’Istituto Penitenziario Minorile. L’IPM non è infatti una realtà estranea al territorio, ma un luogo che interpella la comunità e chiede di essere accompagnato attraverso responsabilità, prossimità e attenzione concreta.

Il gruppo ha poi incontrato il direttore della Caritas diocesana, approfondendo i diversi servizi rivolti alle persone più fragili e povere della città. Gli animatori hanno potuto partecipare direttamente anche ad alcune attività della Caritas, mettendosi a disposizione nel servizio mensa. La settimana è stata arricchita inoltre dalla visita del vescovo Pierantonio, con il quale i giovani hanno vissuto un dialogo semplice e familiare sull’esperienza che stavano attraversando.

Non sono mancati i momenti dedicati alla vita comunitaria. Abitare insieme Casa GP2 ha significato condividere i pasti, i servizi, il gioco e il tempo libero, ma soprattutto imparare a raccontarsi ciò che ogni giornata aveva lasciato dentro. Le serate trascorse guardando insieme le semifinali dei Mondiali di calcio, giocando a carte, cantando, ridendo e scambiandosi opinioni hanno contribuito a rendere il gruppo più unito e a trasformare il servizio in un’autentica esperienza di fraternità.

Il momento conclusivo è stato vissuto venerdì sera, quando animatori e ragazzi dell’IPM hanno condiviso una pizza. Durante il saluto finale ciascuno ha potuto esprimere il proprio grazie. I ragazzi detenuti hanno manifestato la loro gratitudine per aver vissuto una settimana diversa, nella quale il tempo è sembrato trascorrere più velocemente e nella quale hanno avuto la possibilità di parlare, dialogare ed essere riconosciuti come persone.

L’incontro ha permesso di andare oltre le difficoltà e le fatiche legate alla vita in carcere. Nei giochi, nei laboratori e nelle conversazioni sono emersi sogni, desideri e attese per il futuro. Per qualche ora non ci si è fermati a ciò che era accaduto nel passato o alla condizione presente, ma si è provato a guardare insieme a ciò che ancora può nascere.

È stata un’esperienza molto positiva, capace di ricordare agli animatori il valore più profondo dello stile educativo salesiano: essere presenti, condividere la vita quotidiana, creare spazi nei quali ciascun giovane possa sentirsi accolto e continuare a credere nel proprio futuro. Anche dietro le sbarre, infatti, ogni ragazzo conserva dentro di sé un bene da riconoscere, una parola da ascoltare e una speranza da accompagnare.