Nel cuore della città stellata di Palmanova, sabato 25 aprile, il duomo ha accolto una celebrazione che ha coinvolto e radunato numerose persone tra salesiani, giovani e adulti. Circa 600 persone hanno infatti preso parte all’ordinazione sacerdotale di don Antonino Mazara sdb, presieduta dall’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba. Una presenza significativa, composta da fedeli giunti da diversi luoghi che hanno segnato il cammino umano e spirituale del novello sacerdote: dalla comunità di Santa Maria la Longa, dove è cresciuto, alla Sicilia, terra d’origine della sua famiglia; da Pordenone, dove attualmente presta servizio, fino a Castello di Godego, dove ha vissuto il tempo del tirocinio, insieme a tanti altri contesti salesiani in cui ha incontrato e accompagnato giovani.
La celebrazione si è sviluppata attorno all’immagine evangelica del Buon Pastore, tratta dal Vangelo di Giovanni: “Il buon pastore dà la vita per le pecore” (Gv 10,11), parola scelta da don Antonino come riferimento per il suo ministero e riportata anche nell’immaginetta dell’ordinazione. Su questo stesso testo si è soffermato mons. Lamba nell’omelia, indicando con chiarezza il profilo del sacerdote chiamato oggi a servire la Chiesa. Un pastore capace di conoscere le proprie pecore, di accompagnarle e di introdurle nel recinto della comunità ecclesiale; un sacerdote attento a comprendere in profondità i bisogni dei giovani, anche attraverso lo studio e il confronto con la realtà, per poter offrire loro una guida autentica e credibile.
Al termine della celebrazione, don Antonino ha rivolto parole di ringraziamento, esprimendo gratitudine a tutti coloro che lo hanno accompagnato lungo il suo cammino vocazionale. In modo particolare ha ricordato i tanti amici, educatori e confratelli che lo hanno sostenuto, condividendo con lui tappe significative di questi anni.
La festa è poi proseguita presso la comunità della Viarte, luogo per lui particolarmente significativo: qui, infatti, ha incontrato i salesiani e ha conosciuto il carisma di don Bosco, maturando i primi passi della sua vocazione. Proprio a partire da questa esperienza, don Antonino ha rinnovato il desiderio di essere sacerdote nello stile salesiano, vicino ai giovani e attento alle loro vite, portando avanti quel carisma che ora, attraverso il ministero sacerdotale, è chiamato a testimoniare e trasmettere.
In questo passaggio importante della sua vita, risuonano ancora le sue parole, semplici e chiare, che delineano l’orizzonte del suo servizio: il desiderio di essere un prete vicino alla gente, capace di indicare, anche nelle fatiche e nelle cadute, la presenza fedele del Signore che non abbandona mai e continua a tendere la mano.