Queste giornate, per tutta la nostra Ispettoria e per tante persone a cui vogliamo bene e che ci vogliono bene, sono state molto intense. La morte di don Francesco e Alberto ha scosso, provocato, avvicinato…e sembra che il Signore ci presenti un dono, una opportunità da non sprecare per deciderci, in modo radicale, di diventare santi.
Le vicende di questi giorni, quasi per una sorta di affinità, mi hanno portato a riprendere in mano il diario spirituale di don Elia Comini, confratello salesiano ucciso dai nazisti in uno dei tanti eccidi che hanno segnato il tramonto della seconda guerra mondiale in Italia, che sarà beatificato a Bologna il prossimo 27 settembre insieme ad altri due sacerdoti che hanno condiviso la stessa sorte. Nelle prime pagine di questo diario troviamo queste frasi: “Forse tendo alla mediocrità. Brutta cosa che non mi è mai piaciuta e che nemmeno posso soffrire negli altri. Vita, coraggio, fuoco!” Quando scrive queste righe Elia non è ancora diciottenne anche se ha fatto la prima professione da più di un anno. E poco oltre si esprime così:“per un salesiano tiepido la morte è dolorosa; ne seguirà le varie fasi con molto timore. La vita buona fa sperare una morte buona; la vita tiepida rende la morte non desiderabile”. Colpisce la continuità tra il desiderio di vita vera di don Elia (e il timore di una vita mediocre, tiepida…insipida) e quanto ci hanno raccontato i papà di don Francesco e Alberto al termine della celebrazione di venerdì: “sorrideva con gli occhi”, “ha vissuto poco ma ha vissuto in fretta”, “una allegria prorompente, una empatia particolare che stupiva e faceva sorridere…e apriva la relazione alla profondità”. Cosa sta dicendo a ciascuno di noi il Signore in questi giorni? Da quali preoccupazioni desidera distoglierci perché possiamo concentrarci e investire di più sulla vita vera? Parafrasando alcune parole risuonate in questi giorni forse dobbiamo guardare più quello che si può costruire che analizzare noi stessi…non conta la fragilità dello strumento, ma la capacità di stare con Te, guardare con Te, costruire con Te…e questo prima di tutto con la comunità…meno da soli e più insieme!
Don Francesco e Alberto ci aiutino perché la certezza del Suo amore sia sempre di più radice del nostro sorriso e della nostra allegria,
Don Fabio e don Luca