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08/10/2026

Un continente da esplorare

Buon Ottobre Missionario! 

Come ogni anno il mese di ottobre ci offre la possibilità di riflettere sul tema della missionarietà, ponendo l’accento sull’urgenza di evangelizzare e di portare al mondo il volto d’amore di Dio. Facendo nostre le provocazioni di Papa Leone, proviamo ad immaginarci missionari non solo in terre lontane, ma esploratori del continente digitale: con quali mezzi e strumenti lo stiamo abitando? E quale aspetto della “Buona Novella” lo può rendere più umano e promettente per tutti?

Appare chiaro che il continente digitale non è una semplice piattaforma di strumenti, ma sempre più uno spazio umano che influisce sull’umano, una cultura da abitare e una vera e propria terra di missione. Come ogni frontiera, la rete ci interroga: subirne passivamente le logiche o presidiarla con consapevolezza ed intelligenza evangelica? Per noi cristiani la missione non consiste allora nel rincorrere la tecnologia a traino, ma nel comunicare con essa e attraverso essa, per abitarla consapevolmente e portare il nostro specifico. Analogamente a quanto Padre Luigi Bolla ha fatto con gli Achuar, anche noi oggi siamo chiamati a imparare la nuova lingua per poterla poi usare al meglio nell’evangelizzazione. 

Per decenni il rischio principale è stato l'analfabetismo digitale o, al contrario, un inseguimento ingenuo, affannoso e superficiale delle ultime novità tecniche. Conoscere profondamente la tecnologia appare oggi urgente perché essa non è mai neutrale e porta in sé una precisa visione dell'uomo e delle relazioni. Come ricorda il teologo Padre Paolo Benanti, esperto di etica delle tecnologie: “Il digitale non è solo uno strumento che usiamo, è l'ambiente in cui viviamo. Non si tratta di digitalizzare il Vangelo, ma di evangelizzare la cultura digitale, comprendendo l'algoritmo non come un dogma infallibile, ma come una struttura che richiede un'etica per rimanere al servizio dell'uomo”. Abitare ed evangelizzare questo continente richiede dunque l'apprendimento di una nuova grammatica. Missione ardua ma sempre più urgente e necessaria!

In questo scenario di trasformazione profonda, la missione del cristiano diventa quella di illuminare e presidiare il primato della persona umana e la difesa della sua dignità, ad immagine e somiglianza di Dio. Nell'enciclica Magnifica Humanitas, incentrata sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale, Papa Leone richiama con forza la responsabilità etica e spirituale che accompagna la tecnica: “Educare le nuove generazioni a credere che l'evoluzione delle tecnologie non segue un percorso inevitabile, ma può essere orientata dalla responsabilità personale e collettiva, costituisce uno dei servizi più preziosi al bene comune”.  Il Papa sottolinea inoltre il pericolo di ridurre l'esistenza a pura efficienza: “Quando l'efficienza diventa misura del valore, l'essere umano è tentato di pensarsi come un progetto da ottimizzare più che come una creatura chiamata alla relazione e alla comunione”.  La tecnologia deve perciò rimanere al servizio dell'uomo, senza mai sostituire la profondità delle relazioni, l'ascolto dell'altro e la capacità di distinguere il bene dal male.

Infine un'autentica presenza missionaria nel digitale non può dimenticare chi rimane ai margini. La transizione tecnologica corre il rischio continuo di generare nuove forme di povertà, solitudine ed emarginazione sociale ed economica. Abitare la rete da cristiani si presenta come l’occasione per farsi prossimi degli "scartati" del mondo iper-connesso: dagli anziani esclusi dai servizi digitali essenziali, ai giovani vittime dell'isolamento da schermo, fino a quanti nel mondo non hanno internet. Essere costruttori di comunione nel continente digitale vuol dire garantire che il progresso non diventi una nuova Torre di Babele, ma uno spazio aperto, educativo ed inclusivo dove nessuno venga lasciato indietro.

Ci auguriamo così che il mese missionario di ottobre possa essere un’opportunità per riflettere: su donboscoland stiamo pubblicando in queste settimane diverso materiale di approfondimento, alcune schede liturgiche per celebrazioni in chiave missionaria, le testimonianze della cinquantina di giovani che quest’estate hanno partecipato alle cinque esperienze missionarie in Madagascar, Egitto, Brasile, Perù e Moldavia. Ma ci auguriamo che questo mese possa davvero essere anche occasione di riflessione profonda per sentirci missionari, anche davanti ad un monitor! 

don Fabio (animatore missionario) e don Luca (animatore vocazionale)