Nella serata di sabato 27 giugno 2026, presso l’opera salesiana di Schio, l’Ispettoria Salesiana “San Marco” dell’Italia Nord Est si è ritrovata per vivere insieme una veglia di preghiera per don Francesco.
È stato un momento intenso e profondamente sentito, vissuto in un clima di fraternità, raccoglimento e riconoscenza. Da tutte le case dell’Ispettoria sono giunti circa novanta confratelli salesiani, che insieme ai familiari di don Francesco, hanno vissuto nella preghiera un momento in suo ricordo e in ricordo di Alberto.
La veglia si è svolta davanti all’Eucaristia, in un tempo di adorazione silenziosa e comunitaria, lasciandosi guidare dalle parole del testamento spirituale che don Francesco aveva scritto il 24 settembre 2024. Un testo personale e profondo, che ha permesso ai presenti di entrare con delicatezza nel cuore della sua fede, del suo affidamento a Dio e del suo modo di vivere la vocazione salesiana.
Durante la preghiera sono state condivise anche tre brevi testimonianze, affidate a confratelli che hanno incrociato in modo significativo il cammino di don Francesco. Giovanni Andreetta ha ricordato i tre anni di tirocinio vissuti insieme a Schio, nella condivisione quotidiana della missione salesiana. Don Simone Del Negro ha ripercorso il legame nato fin dai tempi in cui Francesco, giovane animatore, aveva iniziato a vivere le prime esperienze pastorali estive da salesiano a Pierabech. Don Alberto Maschio, infine, ha portato la memoria dell’accoglienza vissuta a Schio, quando, da direttore, aveva accompagnato l’inizio della vita sacerdotale di don Francesco come incaricato dell’oratorio.
Al centro della veglia è stata poi proclamata una pagina del Vangelo secondo Luca, in cui Gesù invita i suoi discepoli a seguirlo. Una Parola essenziale e radicale, che ha richiamato il cuore di ogni vocazione cristiana e salesiana: camminare dietro al Signore, affidarsi a Lui, spendere la propria vita nel servizio e nell’amore.
A seguire è stata letta anche una pagina del libro Tre frati ribelli, che don Francesco stesso, poco tempo fa, aveva condiviso con alcuni confratelli. Il brano, dedicato al desiderio radicale di santità e a una vita interamente spesa per Dio, ha offerto un ulteriore spazio di meditazione, aiutando tutti a rileggere la vocazione come dono, consegna e risposta generosa alla chiamata del Signore.
La veglia si è conclusa con alcune invocazioni, la preghiera del Padre nostro e la benedizione finale. Il silenzio, la presenza fraterna, la preghiera condivisa e la memoria riconoscente hanno reso la serata un segno concreto di comunione ispettoriale.
In un momento carico di emozione e di fede, l’Ispettoria ha voluto stringersi attorno a don Francesco e alla sua famiglia, affidando tutto al Signore della vita, nella certezza che ogni cammino vissuto con amore resta custodito nel cuore di Dio.